ISBN: 979-12-5718-142-0
Collana: Studi e ricerche -
È possibile rintracciare una strategia dietro ai tentativi di conciliazione con le varie opposizioni che Benito Mussolini operò prima e dopo la definitiva presa del potere? Tesi di fondo sostenuta dall’autore è quella che il Duce puntasse a realizzare e imporre una democrazia radicale e sostanziale di tipo roussoviano – ben distante da quella parlamentare – con la volontà di coinvolgere direttamente il popolo nella vita della nazione creando una vera e propria fusione di “popolo” e “nazione” e dando vita a uno “Stato sociale” tramite un sindacal-riformismo molto (forse troppo) gradualista; ciò fu fatto al prezzo di sacrificare parte delle libertà costituzionali e individuali. È nell’ottica di questa linea di pensiero che Bergamaschi, attraverso una trattazione approfondita, inquadra: i “Patti di pacificazione” del 1921 e il tentativo di creare un partito laburista con i socialisti e la Cgl; i Patti del Laterano del 1929; la sinistra fascista e l’azione culturale di intellettuali come Berto Ricci; l’operazione dei “ponti” messa in moto da Mussolini durante la Repubblica Sociale; l’attività giornalistica di collaborazione con i comunisti di Stanis Ruinas che può essere vista anche come il proseguimento, in piccolo, del tentativo del Duce stesso di trovare, durante il conflitto mondiale, una pace separata con l’Unione Sovietica.